Gibellina è stata nominata Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026 per il suo progetto culturale unico, che valorizza il patrimonio artistico con pratiche innovative, unendo memoria, sostenibilità e partecipazione civica.
Il 31 ottobre 2024, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha proclamato Gibellina vincitrice del prestigioso premio “Capitale dell’Arte Contemporanea 2026” durante una cerimonia presso la Sala Spadolini del Collegio Romano. L’annuncio è avvenuto alla presenza del Direttore Generale della Creatività Contemporanea, Angelo Piero Cappello, e della Presidente della Giuria, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Tra le 23 città candidate, Gibellina ha avuto la meglio su altre quattro finaliste: Carrara (MS), Gallarate (VA), Pescara (PE) e Todi (PG), tutte protagoniste di un’intensa competizione che aveva come obiettivo quello di valorizzare il panorama dell’arte contemporanea italiana. Istituito per la prima volta il 15 aprile 2024, il premio ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare l’arte contemporanea in Italia, incentivando le città a sviluppare progetti culturali ambiziosi e innovativi. Le iniziative finanziate includono mostre, festival, rassegne e interventi di riqualificazione urbana, volti a creare spazi dedicati alla fruizione dell’arte contemporanea e a favorire un impatto sociale positivo. Questo riconoscimento non solo celebra l’impegno progettuale delle città, ma sottolinea anche il ruolo dell’arte contemporanea come strumento di crescita culturale e sociale per il territorio italiano.

Distrutta dopo un terremoto nel 1968, Gibellina diventa un museo a cielo aperto grazie alla straordinaria visione di Ludovico Corrao, che ha trasformato il paese in un laboratorio di arte contemporanea unico al mondo.
Corrao coinvolse grandi artisti e architetti per ricostruire Gibellina, con opere di grande impatto artistico e culturale come Il Grande Cretto di Alberto Burri, che preserva la memoria della vecchia città, o La Porta del Belice di Pietro Consagra, simbolo di apertura e rinascita, ed ancora LaTorre Civica di Alessandro Mendini, che unisce architettura e suoni, e La Chiesa Madre di Ludovico Quaroni, con la sua imponente sfera in cemento bianco.

Per Corrao, l’arte era un linguaggio universale, capace di ridare identità e dignità a una comunità colpita dalla tragedia, e un motore per immaginare un futuro migliore.
Oltre all’aspetto artistico, la rinascita di Gibellina è stata un esempio di mobilitazione collettiva. La ricostruzione è stata resa possibile grazie all’impegno dei cittadini, che hanno collaborato attivamente con artisti e sponsor privati, dimostrando come una comunità possa risollevarsi attraverso l’unione e il coinvolgimento.Questo amore per l’arte si riflette anche nel Museo delle Trame Mediterranee, che racconta il dialogo culturale tra le civiltà del Mediterraneo, e nelle Orestiadi, un festival internazionale che celebra la creatività e l’incontro tra culture. Per onorare questa visione, Tenute Orestiadi, ha dedicato a Corrao i vini di più alta caratura, ovvero le due riserve: il Rosso di Ludovico, un pregiato blend di Nero d’Avola e Cabernet Sauvignon e il Bianco di Ludovico, Catarratto e Chardonnay. Ogni bottiglia rappresenta l’intreccio tra arte e territorio, simboleggiando la rinascita di Gibellina attraverso la bellezza e la cultura. In Ludovico si uniscono il sapore di una terra ricca di storia e l’anima di un uomo che ha reso l’arte il cuore della rinascita.
Il progetto “Portami il Futuro”, che ha reso Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, si svilupperà in un anno di attività ricche di mostre, festival, rassegne culturali e interventi di rigenerazione urbana. L’obiettivo è trasformare la bellezza in un valore condiviso e rigenerante, capace di rafforzare il senso di appartenenza della comunità e rilanciare il territorio a livello internazionale. Sostenuto da un contributo statale, il progetto prevede il restauro e la riqualificazione di spazi pubblici dedicati all’arte contemporanea, trasformando Gibellina in un grande laboratorio a cielo aperto. Già nota per il maestoso Grande Cretto di Alberto Burri, simbolo di memoria e resilienza. “Portami il Futuro” coinvolgerà attivamente cittadini e nuove generazioni, rafforzando la consapevolezza civica attraverso collaborazioni con istituzioni pubbliche e private, sia nazionali che internazionali. Questo progetto punta a rendere Gibellina un modello di innovazione e sostenibilità, affrontando temi cruciali come lo spazio pubblico, il paesaggio, la comunità e l’eredità culturale.
Grazie a questa iniziativa, Gibellina riafferma il suo ruolo di pioniere nella rigenerazione urbana, dimostrando che l’arte contemporanea non è soltanto un valore estetico, ma anche un motore di trasformazione sociale e culturale. Operare in un luogo così ricco e prolifico dal punto di vista culturale è per noi motivo di grande orgoglio e ispirazione.