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06 Maggio 2024

Il legame tra cantina, arte e territorio: Tenute Orestiadi e Gibellina

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Nel cuore della Sicilia, una terra di storia, cultura e bellezze naturali, la città di Gibellina rappresenta un esempio unico di come un territorio possa risorgere dopo una terribile tragedia e trasformarsi in un laboratorio d'arte. In questo contesto Tenute Orestiadi, una cantina ancora giovane ma profondamente radicata nella storia della propria terra, vuole tenere insieme le tre dimensioni di vino, arte e territorio come elementi che si fondono per creare esperienze uniche.

Gibellina Vecchia e il Terremoto del '68

La tragedia del terremoto del Belìce nel 1968 ha segnato profondamente la Sicilia occidentale, lasciando un'impronta indelebile su tutta la regione. La distruzione totale di Gibellina, insieme a Salaparuta, Montevago, e altri centri, ha portato alla perdita di centinaia di vite e ha lasciato migliaia di feriti e decine di migliaia di senzatetto. La risposta alla calamità è stata un mix di eroismo e disperazione, con storie di medici che operavano in condizioni estreme e di comunità che cercavano di riorganizzarsi tra le macerie.
La risposta artistica e culturale alla distruzione di Gibellina Vecchia è emblematica del potere della creatività di fronteggiare il disastro. Ludovico Corrao, eletto sindaco di Gibellina un anno dopo il sisma, ha catalizzato un movimento di rinascita culturale, invitando artisti di fama internazionale a contribuire alla progettazione di Gibellina Nuova.
La nuova Gibellina è stata concepita come un museo di arte contemporanea a cielo aperto, un luogo dove il trauma della perdita e della distruzione è stato trasformato in un'espressione di speranza e rigenerazione attraverso l'arte. La città ospita opere di numerosi artisti rinomati che hanno risposto all'appello di Corrao, trasformando Gibellina Nuova in un esperimento vivente di urbanistica e arte pubblica. Questo progetto ambizioso non solo ha offerto una nuova casa agli abitanti di Gibellina ma ha anche creato un punto di riferimento culturale unico nel suo genere.

Il Cretto di Burri tra Storia e Memoria

Tra i tanti artisti chiamati a partecipare al progetto, Alberto Burri è uno dei più famosi, e il suo Grande Cretto è probabilmente una delle opere più suggestive realizzate nella città del Belìce.
Un'opera di land art che ricopre le rovine della vecchia Gibellina, preservandone la memoria in un modo unico e toccante, il Cretto di Burri non solo commemora la perdita ma trasforma il ricordo del disastro in un'esperienza condivisa di riflessione e commemorazione​.
Alberto Burri è stato un artista che ha sempre esplorato i temi della rovina e della rinascita, e per il Cretto decide di utilizzare proprio le macerie della città distrutta, creando una vasta area di cemento che segue il layout delle strade di Gibellina Vecchia.
Questa rete labirintica di crepe invita alla riflessione, permettendo ai visitatori di camminare letteralmente sopra le rovine della città, ora sigillate sotto uno strato di cemento, il risultato è un'opera che va oltre il semplice ricordo delle vittime, diventando un luogo di meditazione sulla fragilità della vita e sulla forza della comunità.
Il Grande Cretto di Burri è diventato un punto di riferimento essenziale nella storia dell'arte contemporanea e un esempio straordinario di come l'arte possa intervenire nel tessuto sociale e territoriale, creando spazi di riflessione collettiva​​​​.

Quando il vino incontra l'arte: Tenute Orestiadi e il Barriques Museum

Le Tenute Orestiadi nascono nel 2008 e vogliono rappresentare un punto di incontro tra la viticoltura e l'arte contemporanea, sottolineando il legame indissolubile tra produzione vinicola e cultura del territorio.Il Barriques Museum è un esempio di come le Tenute Orestiadi interpretano questo connubio.
Nell'atmosfera intima e raccolta di una barricaia, dove il tempo sembra dilatarsi nell'attesa della maturazione del vino, nasce il Barriques Museum come santuario dell'arte contemporanea. Quest'ambiente, unico nel suo genere, ospita un'esposizione permanente all'interno di una barricaia attiva, creando uno scenario dove l'eleganza formale di uno spazio espositivo si intreccia con la genuinità e le tradizioni vinicole.
Il progetto ha visto la luce grazie alla collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Brera e sono stati tanti gli artisti che hanno partecipato esponendo le proprie opere. Gli artisti possono inoltre diventare ospiti residenti della cantina, che diventa così un crogiolo di ispirazione, testimoniando un'inedita fusione tra il mondo enologico e artistico.

La storia di Gibellina e delle Tenute Orestiadi è un racconto di rinascita, di come dalla distruzione possa nascere la bellezza, e di come l'arte possa diventare un ponte tra il passato e il futuro, tra la terra e l'uomo. Questo legame tra cantina, arte e territorio non solo arricchisce la cultura siciliana ma offre anche un modello di come la viticoltura possa contribuire alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio artistico e culturale.

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